Holiday Blues – Sindrome da rientro

Sarà capitato anche a voi dopo aver trascorso un viaggio più o meno lungo in qualche meta più o meno lontana di soffrire della cosiddetta Holiday blues o più comunemente chiamata sindrome da rientro.

A me capita spesso che appena rientrato un senso di noia mi assale e la necessità di ripartire subito diventi sempre più pressante; ovviamente vista l’impossibilità economica e temporale di ripartire istantaneamente impiego il mio tempo post rientro nel visionare e sistemare le fotografie scattate nel montaggio video e nella preparazione e studio del prossimo viaggio; così riesco a combattere contro la sindrome del rientro. Cercando in rete, se questo stato d’animo e voglia di ripartire subito fosse una cosa solo mia, ho scoperto che esistono persone che subiscono fortemente il colpo del rientro provando forti sensi di stordimento, calo dell’attenzione, mal di testa, problemi di digestione, raffreddore, mal di gola, tosse e vari dolori muscolari sono appunti i disturbi che possono presentarsi al rientro dalle vacanze. Ma il sintomo maggiormente diffuso dell’Holiday Blues è l’ansia e la depressione generate dalla difficoltà di riprendere il lavoro da dove si è lasciato. Non sono da escludere neppure forti emicranie, spossatezza, momenti di sonnolenza o nervosismo e stati di apatia.

Ma è davvero così? O meglio cosa è la sindrome del rientro?

HolidaybluesLa sindrome da rientro è un insieme di sensazioni negative dovute al ritorno da un periodo di vacanze e, a sentire le voci che corrono, più sono state lunghe le ferie, più intenso sarà il disagio.

Come si manifesta?
Essenzialmente si provano sintomi quali:

·         Fiacchezza

·         Perdita di appetito

·         Nostalgia per il periodo appena trascorso

·         Umore depresso

·         Irritabilità

Ma è vero tutto questo o è l’ennesima bufala mediatica?

Ecco la cosa bella: tutti parlano di questo “nuovo” disturbo ma nessuno cita le fonti.

Da qualche anno, dopo il periodo di vacanza; a fine agosto soprattutto, ne parlano tutti i TG e i giornali: l’Holiday Blues o Sindrome da rientro pende sulle nostre teste come una preoccupante incudine.

La verità? Nessuna ricerca scientifica conferma questo disturbo. In pratica non ci sono studi specifici sulla “sindrome da rientro”, al massimo una serie di ricerche che, collateralmente, indagano anche gli effetti del rientro dalle vacanze.

Quindi, attualmente, l’Holiday blues è soprattutto un fenomeno mediatico, più che una sindrome che preoccupa i clinici. È un disturbo creato dalla mancanza di una nuova distrazione e rientro al classico pensare della routine quotidiana.

L’ingrediente segreto per affrontare la sindrome del rientro si può quindi dire che è uno: distrazione.

La maggior parte dei dolori più comuni (come quelli intercostali o muscolari) passano semplicemente non ponendoci attenzione e aspettando che il corpo faccia il suo dovere. Se stai di continuo a fissare la tua attenzione su quanto ti fa male qualcosa, credi che la tua situazione migliorerà o che peggiorerà? E credi che ci metterà più o meno tempo a risolversi spontaneamente?Quindi, prima regola fondamentale: pensa e fai altro, magari le tue faccende più leggere e le cose che generalmente ti danno piacere.

Proprio per questo appena rientro da un viaggio passo diversi mesi a sviluppare, sistemare e riguardare foto del viaggio e montare video e senza nemmeno accorgermene il tempo passa ed è nuovamente il tempo di studiare, organizzare scegliere la meta e preparare il nuovo viaggio; così l’attesa sembra meno snervante e logorante.

Voi come l’affrontate il tempo prima del nuovo viaggio?

Soffrite dell’Holiday Blues o avete escogitato un vostro metodo per sentirvi sempre in viaggio?

Condividete la vostra esperienza raccontandocelo nei commenti…

 

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