Il Risciò – Un mezzo alternativo per muoversi a Firenze

Troppo pigri per voler visitare Firenze a piedi ??? troppo alternativo, e pensate pericoloso, il noleggio di un segway ??? Beh allora perché non affidarsi ad un risciò ??? Come non sapete cosa è, impossibile !!!

Il risciò è un mezzo di trasporto che utilizza la forza umana per la trazione del mezzo; composto da un carrello a due ruote dove si possono sedere una o due persone. Il conducente si inserisce tra due lunghe sbarre trainando il mezzo; molto diffuso in Asia  e Africa oggigiorno sta prendendo sempre più piede anche nelle città italiane ricche di turisti, ovviamente con delle piccole differenze ovvero con l’alternativa del ciclorisciò  dove il conducente muove il risciò per mezzo di una bicicletta a cui è attaccato il carrello. Quando recentemente siamo stati a Firenze ne abbiamo visti parecchi in giro per le vie della città, ma fra i piedi ed il risciò abbiamo preferito comminare visto che sul risciò non potevamo pedalare noi stessi; casualità vuole che alcuni giorni dopo il nostro rientro, durante il nostro #raftinsulticino di cui vi abbiamo raccontato su trippando, abbiamo conosciuto una ragazza che ha avuto il piacere, il compito, e la fatica di essere una riscioista nella città di Dante pertanto ci siamo incuriositi a questa attività ed abbiamo voluto sottoporgli giusto qualche domanda per cercare di capirne di più.

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Ciao Chiara ex riscioista fiorentina

1.      In primis cosa puoi raccontarci in poche parole di questa attività ? E’ un’attività che lascia molta libertà a chi pedala, inoltre è piacevole perché si impara la città, consente di parlare tutte le lingue che si studiano a scuola e anche quelle che non si conoscono, arrangiandosi un po’ a gesti. Non c’è competizione, anzi i rapporti tra colleghi, anche che lavorano in aziende rivali, è ottimo. Non c’è un dress code ed è un lavoro a contatto con un pubblico rilassato, quindi non pretenzioso, anzi che ha voglia di ridere e di conoscere sia chi guida che la città. Se sei una ragazza funziona anche meglio, tendenzialmente una pedalatrice è preferita sia dagli uomini che dalle donne, forse perché è un lavoro di fatica e ai passeggeri fa sorridere che una ragazza sia sotto al sole a trasportare coppie e famiglie sulle ‘sue’ tre ruote. Di negativo c’è che a fine giornata bisogna almeno ammortizzare la quota versata per prenotare il triciclo, che in caso di pioggia non si lavora e si prende anche l’acquazzone, che ci sono pochi mesi per incassare, che chi ha un momento in cui è giù fisicamente non può lavorare, che si suda molto, che i sampietrini non sono affatto il suolo ideale, che possono capitare clienti in sovrappeso o che contrattano al ribasso.

2.      Cosa ti ha spinto a diventare una riscioista (concedimi il temine) ? Ero arrivata in città in un momento ‘sbagliato’: tutti erano in ferie e c’erano solo turisti; nonostante ciò la stagione lavorativa nel settore era già cominciata e c’era poca ricerca di personale. Avevo bisogno di un lavoro che mi consentisse di guadagnare ogni giorno e che mi lasciasse una certa libertà di ‘autogestione’ fino all’autunno.

3.      Prendendo un risciò a Firenze è possibile seguire itinerari storico/culturali/ risciòserve solo come mezzo di trasporto da un punto A ad un punto B ? In seguito a un accordo tra il comune e le aziende che operano sul territorio non è possibile portare i passeggeri dovunque essi vogliano. L’accordo è stato sostanzialmente stipulato per non danneggiare l’attività lavorativa dei taxi, in seguito a dei litigi, anche piuttosto cruenti, tra membri delle due categorie.

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4.      Tutti i riscioisti presenti a Firenze fanno parte di un’associazione/gruppo o esistono riscioisti che fanno tutto di loro spontanea volontà ? Di solito c’è un imprenditore che si preoccupa di mantenere efficienti i tricicli, della pubblicità, del sito internet e anche dei rapporti con le istituzioni. I pedalatori fanno il loro mestiere e sono incentivati a guadagnare il più possibile.
Gestire tutto quanto per conto proprio per un’attività che può durare al massimo 8 mesi l’anno diventa un problema.

5.      Abbiamo letto in giro che tempo fa ci sono stati dei diverbi fra riscioisti e tassisti che hanno usato la mano pesante , puoi e vuoi raccontarci qualcosa ? Quello che so l’ho letto sui giornali o me lo hanno raccontato, fortunatamente io non ho avuto disavvenutre, a parte qualche suonata di clacson spazientita dai tassisti quando ancora non avevo imparato bene i percorsi consentiti. Prima che venissero stabiliti i tragitti i pedalatori lavoravano a mance e se incrociavano qualcuno nella zona pedonale che chiedeva di essere riportato al suo hotel lo faceva, facendo infuriare i tassisti

6.      Ed infine un’ ultima domanda , la fatica viene ricompensata? E’ senz’altro uno dei lavori più divertenti che io abbia svolto, e penso sia così se chi lo sceglie ha delle alternative. Purtroppo non sempre è vero per tutti, c’è anche tanta gente che vorrebbe fare un lavoro diverso ma non riesce a trovarlo. La mia è stata un’esperienza molto positiva, conservo un ottimo ricordo.

Ti ringrazio per il tuo tempo e la disponibilità ….

E voi siete mai stati a Firenze magari a bordo di un risciò ??? Come vi è sembrata l’esperienza ??? Perché non ce lo raccontate nei commenti !!!

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3 thoughts on “Il Risciò – Un mezzo alternativo per muoversi a Firenze

  1. Io con Chiara ci tornerei subito a Firenze perchè penso possa essere una bellissima esperienza. E poi, come darti torto, il segway può essere assai pericoloso 😛

    • Chiara il said:

      Ariannina se dovessimo scendere insieme chiederei un risciò ai colleghi per portarti a spasso,anche se devo ammettere che ora i muscoli mi hanno abbandonata hehe

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