Istanbul (parte seconda) – Un giro fuori dalla rotte comuni nei quartieri di Fatih , Fener e Balat

Dopo un periodo di inattività del blog torniamo oggi con un articolo e visti gli avvenimenti di ieri abbiamo deciso di parlarvi di Istanbul per ricordarcela viva e non ferita al cuore. Dopo avervi mostrato ISTANBUL #in10scatti e avervi parlato nel precedente articolo, che potete leggere qui, della Istanbul “classica” quella conosciuta delle mete turistiche, vogliamo parlarvi di alcuni quartieri al di fuori delle solite rotte turistiche. Le zone di Fatih, Fener e Balat sono sicuramente le più ricche di storia, le più affascinanti e caratteristiche di tutta Istanbul, per questi motivi rientrano nella lista dei patrimoni dell’Unesco. Ma nonostante ciò sono visitate da meno dell’1% dei turisti eppure sono quelle che abbiamo amato di più quelle dove le persone ci hanno colpito maggiormente, disponibili, ospitali e dove seppure esistevano differenze di religione e pensiero ci siamo sentiti meno diversi ma molto più integrati…

FATIH

Fatih oltre che ad essere un quartiere è un vero e proprio distretto che racchiude diversi quartieri; è delimitato a nord dal Corno d’oro oltrer il quale si estende il distretto di Beyoglu, a est e a sud dal Mar di Marmara, mentre ad ovest, oltre le antiche mura, si estende il distretto di Zeitynburnu. Dai primi anni 2000 (precisamente dal 2010) Fatih comprende aree come Avvansaray e Vatan Caddesi che sono zone più cosmopolitane rispetto alla visione conservatrice che ha il distretto. La zona è diventata sempre più affollata dagli anni 60 del 900 in poi, e una gran parte dei residenti di classe media si sono spostati sul lato anatolico ed in altri quartieri della città. Fatih oggi è in gran parte un distretto popolare, ma essendo stata in precedenza una zona abitata in parte dalla borghesia, dispone di buone strutture , ed è stato costruito con un certo grado di pianificazione centralizzata da parte del comune. Tuttavia, diversi quartieri precedentemente abitati dalle minoranze etniche hanno visto dal 1980 l’arrivo massiccio di immigrati anatolici giunti in città in circostanze disperate. Negli ultimi anni i quartieri vicino al cuore monumentale come Sultanahmet, anche lui facente parte del distretto di Fatih, hanno subito una invasione di nuovi alberghi e ristoranti trasmutando la zona in un vero e proprio ricettacolo turistico, mentre le zone protette dall’UNESCO come Balat e Fener hanno mantenuto la loro formazione storica con antiche case in legno e zone più integraliste dal punto di vista religioso e culturale. Nel quartiere di Fatıh ha la sua sede centrale l’ Università di Istanbul, la quale ha nel dıstretto anche due diverse sedı della facoltà di medicina. Poiché Fatih è accanto a Eminönü, vi è una scelta minore di acquisti rispetto ad altre aree, ci sono negozi importanti sulle strade principali,non è molto difficile scorgere ambulanti direttamente in strada molto più simili ai nostri mercati piuttosto che veri e propri negozi.

BalatPeopleFENER

Fener è un quartiere storico di Istanbul, affacciato direttamente sul Corno ‘odo ed appartenente al distretto di Fatih. Il nome risale all’epoca bizantina, e deriva da una lanterna (in greco, φανάρι), oppure un fuoco acceso per aiutare la navigazione; nel corso degli anni il nome è stato poi modificato in lingua turca come Fener, dopo la conquista ottomana. Dopo la caduta di Costantinopoli il quartiere di Fener ospitò molti Rom greci reinsediatisi in città; i quali assunsero in seguito il nome di Fanarioti. Dal 1586 inoltre, il patriarcato Cristiano Ortodosso di Costantinopoli, ha qui la sua sede nella modesta Chiesa di san Giorgio,infatti “Fanar” è ancora oggi il termine che viene utilizzato per definire il Patriarcato di Costantinopoli, cosi’ come si utilizza “Vaticano” per indicare la Chiesa Cattolica. Nelle strade del quartiere sono presenti ancora parecchie pittoresche case in legno risalenti all’epoca ottomana. Inoltre il Fener ospita diverse scuole greche e chiese ortodosse, fra cui quella di Santa Maria dei Mongoli la quale ha la particolarità di essere l’unico edificio di culto ortodosso ancora in uso dall’epoca bizantina nella città, chiamata anche la Chiesa Rossa la sua storia è talmente bella ed affascinante che meriterebbe un libro, ma purtroppo non esiste nessuna pubblicazione in merito ed anzi la Chiesa pare dimenticata da tutti.

BalatPeople4BALAT

Balat è il tradizionale quartiere ebraico sito nel distretto di Fatih. Si trova sulla parte europea della metropoli turca, nella città vecchia sulla storica penisola. Questo storico quartiere è stato a lungo, sia durante il periodo bizantino sia durante il periodo ottomano, il rinomato quartiere ebraico dimostrando il clima di convivenza interreligiosa che ha sempre caratterizzato Istanbul. Durante il fortissimo terremoto che ha colpito Istanbul nel 1894, gli ebrei hanno cominciato a lasciare il quartiere spostandosi in parte nel quartiere di Galata ed in parte emigrando in Israele. Dopo il 1960 la residua minoranza ebraica benestante di Balat si è trasferita nel quartiere di Şişli, ed il risultato è stata una completa trasformazione del quartiere, che da zona estremamente ricca si è in fretta trasformata in zona di immigrati delle classi sociali più basse. Il cambio di composizione sociale ha fatto attraversare a Balat una fase di trascuratezza non indifferente, a cui solo ultimamente si è cercato di porre rimedio attraverso un ambizioso progetto di riqualificazione patrocinato dall’Unesco. Il sottile confine fra splendore e degrado produce in Balat un contrasto abbagliante. Il quartiere brimane ancora oggi un vero gioiello, all’interno dello stesso sono presenti ben tre sinagoghe.

BalatPeople2Durante la visita in questi tre quartieri ammetto che è facile perdersi infatti le viette che li compongo sono strette e molto piccole e sulle cartine non compaiono nemmeno o compaiono con nomi sbagliati, però la bellezza di scoprire la vera Istanbul mette in secondo piano questo piccolo problema; inoltre essendo rispettosi della gente si verrà trattati in modo superlativo. Un aneddoto che è capitato a noi nella zona di Balat è stato quando “timorosi” volevamo visitare una piccolissima moschea ma sapevamo che il Muezzin stava per richiamare alla preghiera e quindi stavamo per rinunciare quando compare un simpaticissimo turco che ci esorta a non aver timore e ci accompagna lui stesso nella moschea spiegandoci tutte le parti che la compongono e un poco di storia dell’Islam; al termine di questa “visita” ci fa vedere il piccolo minareto e ci fa conoscere direttamente il muezzin il quale ci fa assaporare anche volto a volto il richiamo alla preghiera (da giorni sentito solo attraverso gli altoparlanti dei minareti). Dopo i ringraziamenti e i saluti stavamo per lasciare la moschea ma il simpatico turco ha fatto di tutto per accompagnarci nel suo quartiere e spiegarci un po’ di storia di questo, purtroppo non sapeva molto l’inglese e quindi parlando in un EnglishTurk non è stato facile capirsi ma la sua gentilezza colmava qualsiasi lacuna di lingua.

BalatPeople1

Questa è la Istanbul che ci ricordiamo che ci è entrata nel cuore e che sappiamo saprà rialzarsi dal vile sopruso che l’ha colpita ieri.

Noi sicuramente torneremo a visitare questi quartieri, voi li avete già visitati ? Come vi sono sembrati ? Raccontateci nei commenti le vostre esperienze e i condividete i vostri consigli per visitare al meglio queste zone poche turistiche ma con un fascino vero …

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