La città a prova di gatto – Istanbul il paradiso felino

Guarda un gatto nero, io ne ho visto uno grigio sopra a quella macchina parcheggiata e uno rossiccio in parte alla panchina. La c’è ne uno magro, qua invece uno bello paffuttelllo; questo come è piccolo avrà pochi mesi… Più o meno queste sono le frasi che uno a cui piacciono i felini di casa si lascia scappare emozionato all’arrivo nella città turca di Istanbul. Ebbene si perché la vecchia Bisanzio o Costantinopoli (si perché Istanbul nel corso degli anni ha cambiato diversi nomi) è un  vero e proprio paradiso felino, una città a prova di gatto. Qui i gatti vivono per strada, nelle moschee, nelle università: ovunque si trovino sono benvoluti e curati da tutti in primis dai cittadini e poi anche dai turisti che fra stupore e sorpresa non disdegnano la loro presenza ….GattiNel 2004 in Turchia è stata introdotta una legge che protegge gli animali randagi e che ne promuove la protezione. I fondi per far si che questa legge venga applicata concretamente però sono abbastanza limitati e gli abitanti di Istanbul, hanno messo in atto subito la loro benevolezza, affrontando la mancanza di fondi statali e  provvedendo loro stessi al benessere dei piccoli concittadini baffuti. Il quartiere di Nisantasi, è il vero quartiere a prova di gatto, con cucce e casette per gatti randagi che spuntano ovunque nei parchi e nei giardini pubblici e dove ha sede un’associazione di volontari che si occupa di amministrare le donazioni e di far adottare i cuccioli.

MA DA DOVE DERIVA QUESTO AMORE PER I GATTI DA PARTE DEL POPOLO TURCO ???

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Un gatto scruta la strada, pacifico, in attesa della decisione del giorno !!!

Un popolare detto turco recita: “Se hai ucciso un gatto dovrai costruire una moschea in modo che Dio ti perdoni”; questo amore, “divinazione” e rispetto per i gatti da parte del popolo turco non si sa bene da dove derivi; forse dal fatto che lo stesso Maometto era un gattofilo e amante dei gatti e che tradizioni e leggende ne tramandino il rispetto e tale amore. 

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Foto realizzata da Suman Manuel ©

 

Il gatto raggiunse i paesi arabi dell’Islam intorno al VI secolo e subito le simpatie suscitate da questi simpatici felini superarono la fama degli equini, l’animale eletto fino a quel momento. La tradizione musulmana riporta molte leggende intorno al felino domestico; la più nota di queste narra che Maometto aveva costantemente al suo fianco una gatta chiamata Muezza, a cui voleva un bene infinito. Muezza un giorno si addormentò sulla veste di Maometto e giunta l’ora della preghiera, Maometto indeciso sul da farsi, per non svegliare la gatta, taglio il pezzo di veste dove essa dormiva. Al ritorno di Maometto la gatta gli andò incontro e per ringraziarlo gli fece tantissime fusa. Egli, lieto e contento di tale accoglienza, elargì doni per Muezza e i gatti a venire. La accarezzò tre volte sul dorso e i “segni” rimasti, furono secondo la leggenda l’avvio per la colorazione tabby (fondo grigio con sottili strisce nere o marroni appartenute all’antenato gatto africano), inoltre il gatto al tocco del profeta ebbe in dono la capacità di atterrare sempre sulle zampe da qualsiasi altezza cadesse,(più avanti si scoprirà che tale capacità è collocata nell’apparato uditivo del gatto) le nove vite e un posto in paradiso.

Un’altra leggenda narra invece che Maometto un giorno si ritrovò un serpente velenoso intrufolato nella manica della sua veste e siccome per il principio della religione non voleva e poteva fargli del male, si fece aiutare dalla gatta. Chiese al rettile di tirare fuori la testa per discutere sul problema del perché si fosse intrufolato nella sua veste; appena il rettile tirò fuori la testa Muezza con un balzo felino catturò il serpente salvando la vita al suo padrone. Maometto fu talmente riconoscente alla gatta che da quel momento oltre a riempirla di doni, cure ed attenzioni decise di portarla sempre con se durante il momento della preghiera. Gli arabi amano molto i gatti e difatti sono gli unici animali liberi di stare nelle moschee e anche loro come gli antichi egizi, non possono colpire malamente i gatti perché la legge islamica, punisce chi commette violenza sui gatti.

 

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Curioso dietro l’angolo in cerca di cibo o di semplici coccole ?!?!

QUANDO I GATTI DI ISTANBUL HANNO ASSUNTO FAMA DI LIVELLO MONDIALE ???

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Uno dei gatti  di Aya Sofia

I gatti di Istanbul non sono sempre stati così famosi a livello mondiale ma dal 2009 hanno assunto particolare fama quando durante una visita nella città turca il presidente americano Barack Obama, accompagnato dal primo ministro Erdogan, si fermò ad accarezzare un gatto paffuto all’interno di Aya Sofia. Un gatto che passeggiava indisturbato tra le navate di una Basilica, non poteva non attrarre l’attenzione del presidente americano, per di più, lasciato tranquillamente indisturbato in quel luogo perfino durante la sua visita. In realtà sono circa una ventina i gatti che compongono la colonia felina abitante la famosa Basilica. Quando le foto del presidente Obama hanno fatto il giro del mondo, tutto il mondo è venuto a conoscenza del fatto che la città di Instanbul per i gatti è…un vero paradiso felino! Voi siete amanti dei gatti ??? Allora non potete perdervi Istanbul un vero e proprio paradiso felino … Siete già stati ad Istanbul cosa ne dite dei felini di casa?!? Reccontateci nei commenti qua sotto le vostre opinioni; inoltre se avete qualche foto dei gatti di istanbul mandatecele e le pubblicheremo nel sito …

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Foto realizzata da Suman Manuel ©

 

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