L’Italia in seconda classe – Paolo Rumiz

Passavo in libreria qualche settimana fa pronto ad acquistare una guida di viaggio, così ogni tanto mi tolgo lo sfizio anche se poi non visito il paese per lo meno posso far viaggiare la mente alla scoperta di esso; ero già li pronto a tuffarmi nel reparto delle guide quando poco prima il mio sguardo viene attratto da un piccolo libro edizione feltrinelli, copertina nera con inserti rossi e bianchi e dei disegni che subito mi hanno incuriosito.Quasi automaticamente mi ritrovo il libro in mano e non posso non leggere la scheda sul retro della copertina; mentito leggevo la mia mente vagava veloce come i treni del racconto; infatti questo libro è un racconto di Paolo Rumiz il quale ci fa scoprire l’italia in treno precisamente in seconda classe e su linee ormai dimenticate. Subito mi sono venuti alla mente i nostri viaggi passati, viaggi in giro per l’europa a bordo del mezzo di trasporto che correva su rotaie, il treno appunto. L’emozione e i ricordi erano talmente vivi che ho deciso di recarmi diritto alla cassa con il libro in mano e per una giornata tradire il reparto guide.

34-L'Italia in seconda classeGiunto a casa ho iniziato subito a leggere il libro e da subito mi ha rapito il racconto; un vero racconto di viaggio una canzone del nostro Paese fra storie e racconti narrati dalle carrozze di seconda, insieme a un misterioso compagno di viaggio del quale solo a metà tragitto scopriremo l’identità di questo famoso viaggiatore.

I due partono da Olbia, in Sardegna fra lentischi e rocce emergenti; lo scompartimento si riempie di profumo di mirto, niente aria condizionata, niente treni che somigliano ad aerei. La motrice del trenino per Sassari balla come una tarantola e tra cactus e cicale si entra in una valle ostica e infuocata che sembra di essere in un paese asiatico magari l’Afghanistan più che in Sardegna. Da Arbatax vanno a Cagliari, poi col traghetto si spostano in Sicilia dove, tra stazioni fantasma e frenate sotto le stelle, percorrono svariati chilometri da Aragona ad Agrigento a Catania. Il viaggio a zig zag nella pancia dell’Italia prosegue in Calabria, sul treno da Catanzaro a Cosenza su una motrice che si inerpica su montagne, gira nei. Lasciata la littorina della Sila il racconto di Rumiz prosegue in Campania, verso il Tirreno: da Salerno a Napoli, il treno passa tra gallerie e stratificazioni di terrazze, case e balconi «’n coppa ‘o mare» e lì l’intasamento è pazzesco. Da mare a mare, i due viaggiatori optano per la terra di mezzo, tagliano l’Abruzzo ad Avezzano e risalgono lo stivale. Sono sulla costa di D’Annunzio ma non c’è niente che ricordi l’Italia, anzi, è come se dall’altra sponda filtrasse una trasandatezza balcanica. Il grido è sempre lo stesso: privatizzare, spezzare le reni alla ferrovia litoranea, c’è lo Stato che mette i suoi servizi in svendita e la patria che diventa un’azienda. Dopo Ortona e Chieti le nostre guide sono costrette a prendere un Eurostar, venendo meno al loro giuramento di inizio viaggio, e «quel maledetto treno a forma di supposta, con il culo uguale al muso, che non sai mai da che parte voglia andare» li porta a Firenze in un attimo. Per fuggire dal bla-bla dei telefonini diretti a velocità folle su Milano non resta che una fuga sulla più bella linea ferroviara dell’Appennino, la Faentina, e un’altra sulla così detta Signorina a Vapore, la Firenze-Siena-Monte Amiata, che va in mezzo ai campanili lontani della val d’Elsa e alle Crete Senesi.

La migrazione prosegue a nord, nelle terre dell’Emilia e lungo la riviera ligure, risale sul Po sempre con treni dell’altro mondo e finisce nelle terre dell’autore, quelle asburgiche del Friuli. I nostri viaggiatori raccontano l’ultima impresa: circumnavigare i tre confini a oriente delle Alpi. Italia, Austria, Slovenia e poi di nuovo Italia. E a Gorizia si chiude, lì è il capolinea dei loro sogni e di un viaggio che ha ridisegnato l’Italia. Un libro che oltre ad essermi molto piaciuto mi ha fatto anche venire una voglia pazzesca di organizzare un viaggio simile, con treni “sgarrupati” come vengono chiamati oggi, alla scoperta dell’Italia.Se non avete mai letto questo libro ve lo consiglio.

Voi avete mai fatto un viaggio simile ?? Se l’avete fatto raccontateci la vostra esperienza nei commenti qua sotto .

In caso contrario chi lo sa magari un giorno potremo organizzare insieme il nostro viaggio in seconda classe …

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