#Roadtosarajevo – Le emozioni, i ricordi, i pensieri a caldo

E’ passata poco più di una settimana dal nostro rientro dall’emozionante viaggio a pedali #roadtosarajevo e le emozioni, i ricordi ed i pensieri sono ancora freschi di memoria. Quasi impossibile stilarli in un articolo; sarà la “nostalgia” di quei posti, il fatto di aver ancora mille idee e stati d’animo che velocemente si muovono in testa, sarà forse un po’ l’egoismo di tenere chiusi ancora per un po’ nel nostro cuore quel che è stato, le persone conosciute, i paesaggi visti, i ricordi di una guerra così “sconosciuta”; una guerra che appare distanti anni luce ma che nell’aria di quei posti se ci si impegna si riesce ancora ad assaporarne l’odore e la conferma l’abbiamo parlando con le persone del posto.

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Gente favolosa, vitale, con il sorriso. Gente disponibile con la voglia di parlare di raccontare, indifferentemente se  abitante in un paesino sperduto dell’entroterra o residente nella capitale. Gente che vedendoci arrancare in salita faceva il tifo, bambini che dal lato della strada salutavano e ci guardavano incuriositi, noi e le nostre biciclette (fedeli compagne di viaggio) cariche di borse. Gente dal cuore d’oro, che dopo essere stata messa l’una contro l’altra, dopo essere stata “derubata” della vita ha ancora voglia  di rinascere, ricominciare e questo è l’aspetto principale che ci aspettavamo ed abbiamo trovato non solo nelle persone ma anche nella capitale bosniaca…Raggiungere Sarajevo in bicicletta è qualcosa che ancora non saprei descrivere, ci è apparsa davanti così all’improvviso, quasi a volerci mettere alla prova. All’inizio ci siamo quasi odiati, scrutati da lontano, il chilometrico vialone che porta in città è stato un calvario, trafficato all’inverosimile con moltissime buche e lavori in corso.

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Dopo oltre cento chilometri già pedalati la voglia di distrarsi era tanta, la voglia di guardarsi intorno per cercare di scovare i simboli che avevano dato luogo ai tragici fatti che sono andati a comporre la storia attuale. Ma Sarajevo ci ha fatto attendere ci ha detto che non era ancora il momento che dopo le fatiche passate nei giorni precedenti a pedalare sotto l’acqua, controvento, sotto il sole cocente o in salita non potevamo incontrarci così come un fulmine, dovevamo inoltrarci lentamente conoscendoci poco per volta passo dopo passo, pedalata dopo pedalata e così è stato.

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Dopo il primo senso di stordimento e smarrimento Sarajevo si è mostrata nel suo totale splendore, uno splendore che da coraggio, una città che ha saputo risollevarsi che ci ha detto che se vogliamo possiamo farlo, che ci ha fatto capire che se un qualcosa viene distrutto, spazzato via non è detto che non possa essere ricostruito che non possa rinascere, e se non sarà uguale a prima non è detto che non sia bello uguale se non addirittura migliore.

Il nostro #roadtosarajevo è stato emozione, gioie e fatica ma ne siamo contenti e soddisfatti.

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Impossibile descrivere tutto il viaggio di oltre mille chilometri attraverso Slovenia, Croazia e Bosnia y Herzegovina in un unico articolo, quindi appena il turbinio di pensieri avrà rallentato la frizzante corsa nella testa con un poco più di calma  scriveremo in modo preciso tutte le varie tappe con tutte le informazioni dettagliate del nostro #roadtosarajevo ….

Inserirermo inoltre le tracce GPS magari possono essere utili a qualcuno per consultare la strada in modo preciso, quindi continuate a seguirci sul blog e sui social network ….

 

#roadtosarajevo

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