Strada stretta e con buche, pericoloso per le biciclette ?? Le amministrazioni risolvono così il problema

C’era una volta una bella stradina di campagna immersa nel verde la quale collegava i viandanti che in bicicletta si recavano dalla bassa bergamasca (così è chiamata la zona) fino al congiungimento dei paesi più “nordici” della provincia di Bergamo !!!

Non avete capito ??? Beh non spaventatevi in effetti per uno che non conosce la zona quello sopra scritto non è di facile comprensione, cercherò di spiegarmi meglio; dunque …..

Per chi come me da Treviglio, nella bassa bergamasca appunto, decide di recarsi in bicicletta verso paesi come Boltiere, Brembate, Osio Sotto etc etc etc non esistono un ‘infinità di strade quindi una su tutte le percorribili è la via Pontirolo, conosciuta anche come SP142. La strada nonostante non abbia un pista ciclabile o una zona preferenziale per le bicicletta possiamo definirla una strada secondaria quindi il traffico non è mai troppo intenso e con una buona pedalata si riescono a percorrere in modo agevole, quei circa 10 km, per lo meno fino alla GRANDE BEFFA ebbene si perché esiste sempre una beffa.

TreviglioBoltiere
La SP142 – 10 km percorribili che separano Treviglio da Boltiere

LA GRANDE BEFFA

Nei pressi di Pontirolo e Boltiere la SP142 incrocia ad un semaforo la ben più nota e alquanto trafficata, con presenza e scorrimento di numerosi camion, la SP122 conosciuta con il nome via Francesca. Pronti, partenza, il semaforo diventa verde e via il viandante in bicicletta attraversa veloce in modo da poter proseguire la sua corsa sulla SP142 che in quel tratto dopo una breve zona industriale si lancia, anche se per pochissimo, nella sopravvissuta “campagna” bergamasca con campi a destra e sinistra, ma ecco pararsi davanti la beffa. Tornando all’inizio dell’articolo ho scritto c’era una volta, si c’era una volta proprio perché ora quella strada non c’è più, o meglio c’è ancora ma le biciclette non la possono percorrere !!! In che senso non la possono percorrere ?!?

IL PROBLEMA

Buchestrada
Il ciglio della strada alquanto disastrato (oggigiorno è ancora peggio) – Foto di google Maps di qualche anno fa …..

La stradina oltre ad avere dimensioni ridotte, dove due macchine ci passano a pelo, ha oggigiorno un ciglio totalmente distrutto da buche rovinose lasciate ad espandersi sempre più nel corso degli anni; pertanto quello che una volta era il ciglio di sicurezza dei ciclopedoni è diventato ora un vero e proprio rally degno di tale nome; buche ed avvallamenti che se prese in macchina si rischia di lasciarci una sospensione figuriamoci in bici. La conseguenza è inevitabile: ciclisti costretti, se non volevano rimetterci bicicletta e parti del corpo, a spostare la loro marcia più al centro della carreggiata e come per magia se comparivano macchine alle spalle ecco il formarsi una fila dietro di loro.

LA SOLUZIONE

Beh ma a tutti i problemi c’è una soluzione, basta solo saperla individuare. Se avessero chiesto a me da ignorante in materia avrei detto beh asfaltando a nuovo per bene i margini della strada il problema potrebbe risolversi, ma in fondo io parlo da ciclopedone ferito quindi la mia sarà una soluzione sbagliata. Infatti le amministrazioni, la provincia o chi per esso ha pensato bene alla vera risoluzione di tale problema, come ???

Stradadivieto
Strada con buche – Semplice divieto di transito per le biciclette

Semplice mettendo un bel cartello di divieto di transito alle biciclette e facendole svoltare a quel famoso semaforo sulla via Francesca (strada nota poichè scenario di diversi incidenti talvolta mortali) aumentando il chilometraggio da percorrere, quello non è un problema, ma soprattutto mettendo doppiamente in gioco la nostra pelle.

StradaFrancesca
La strada SP122 – conosciuta come via Francesca

Questa è la semplice soluzione che le amministrazioni adottano ma giustamente ABBIAMO VOLUTO LA BICICLETTA, ORA PEDALIAMO, e magari perchè no un pizzico di brivido nel mettere in gioco costantemente la vita dona quel brio in più di una “monotonia giornaliera”.

Precedente Istanbul #in10scatti - Riportando la mente alla città Turca Successivo Palazzo Te – La Mantova che lascia a bocca spalancata