Trieste – PROLOGO del nostro #roadtosarajevo

Il nostro #roadtosarajevo cominciò qua. In quel di Trieste, la città di Svevo e Saba ma anche delle più recente Susanna Tamaro. Trieste una città per alcuni versi grigia a volte preceduta da una fama, poco meritevole, di città cupa e decadente (non me ne vogliano i triestini). A volte non considerata a pieno o considerata solo come tappa di passaggio dai turisti prima di gettarsi sulla costa croata. Trieste l’abbiamo trovata strana e di difficile comprensione ma anche delicata ed amabile; proprio come la descrive Saba nelle sue poesie: “Trieste è una città pensosa e schiva, che si svela solo a chi ha voglia di scoprirla”, una città appunto da capire lentamente e chissà magari rimanerne affascinati come Joyce e Stendhal i quali a Trieste passarono del tempo rimanendo attratti dalla città.
Ma cosa possiamo dirvi e raccontarvi di Trieste ?? In realtà non molto perché non abbiamo potuto dedicarle moltissimo tempo prima di iniziare a pedalare verso Sarajevo; ma con la promessa che un giorno torneremo in questa città friulana, porta di collegamento con l’est Europa, ecco cosa abbiamo visitato e cosa ci ha colpito. #RoadtoSarajevo-2

Piazza Unità d’Italia – La principale piazza della città che si affaccia sul golfo di Trieste, a forma rettangolare e circondata da palazzi ed edifici pubblici. Da sinistra verso destra si susseguono Palazzo della Luogotenenza austriaca sede della Prefettura, Palazzo Stratti con il Caffè degli Specchi, Palazzo Modello, sede del Municipio, Palazzo Pitteri (il più antico della piazza), Palazzo Vanoli, ed il Palazzo della Regione. La Piazza cambiò diversi nomi nel corso della storia fino a dopo la fine della seconda guerra mondiale quando prese il nome definitivo di Piazza Unità d’Italia.

Il castello di Miramare – Castello a picco sul mare, inserito in un parco ricco di preziose specie botaniche. Ideato per abitarvi nel 1855 dall’arciduca Ferdinando Massimiliano d’Asburgo, fu abitato successivamente anche dal Duca Amedeo d’Aosta, la loro storia li unisce, perché tutti e due morirono prigionieri in terra straniera. A pochi chilometri dal centro della città. Facilmente raggiungibile in bicicletta o in pochi minuti di bus dalla stazione.

#RoadtoSarajevo-59

Il faro della Vittoria – Costruito tra il 1923 ed il 1927 dall’architetto triestino Berlam, il faro della Vittoria oltre a svolgere il compito classico di faro, indirizzando ed illuminando il golfo di Trieste, ha il compito anche di ricordare ed onorare i caduti della prima guerra mondiale; come si può leggere dall’iscrizione posta alla base.

#RoadtoSarajevo-18#RoadtoSarajevo-22

La risiera di San Sabba – Durante i miei viaggi mi è capitato più e più volte di visitare dei campi di concentramento e sterminio nazisti, non perché io sia un sadico ma perché credo sia importante conoscere la storia, da quelli molto famosi a quelli minuscoli spersi in luoghi desolati. Essendo a Trieste non potevo esimermi dalla visita della Risiera di San Sabba un vecchio stabilimento per la pilatura del riso fino al quando i nazisti lo trasformarono in campo di transito, detenzione ed eliminazione di ostaggi, partigiani, detenuti politici ed ebrei. La ciminiera e il forno crematorio presenti furono fatti saltare dai nazisti prima della fuga, con la vana speranza di nascondere la cruda realtà; realtà fortunatamente gridata al vento e testimoniata dai sopravvissuti. La Risiera oggi è un Museo visitabile e dove si trovava il forno oggi c’è una targa metallica. Nonostante non sia molto grossa, ed a paragone di altri campi di sterminio meno visibile il dramma vissuto, devo ammettere che mi ha molto colpito, non so bene il perché; forse il pensare di essere in territorio italiano, forse il grigio del cielo che ha accompagnato la nostra visita quel giorno.

Il tram di Opicina – Il tram di Opicina è un vecchio tram storico triestino che si snoda dal centro di Trieste con partenza in Piazza Oberdan e sale lento per 5 chilometri fino al capolinea di Opicina. Vista la salita con fortissime pendenze (in alcuni tratti si arriva addirittura al 26%) il tram è costretto ad utilizzare un mezzo mobile funicolare durante il quale nella salita le vetture vengono letteralmente spinte su e nelle discesa vengono trattenute. Avendo scelto di passare la notte nel campeggio Obelisco a Opicina ci sarebbe molto piaciuto prendere questo tram ma purtroppo per una serie di sfortunati eventi durante i giorni in cui eravamo a Trieste non era funzionante quindi abbiamo dovuto desistere.

#RoadtoSarajevo-62

Foiba di Basovizza – Anche se non propriamente nella città di Trieste ma in una sua piccola frazione, quella di Basovizza appunto, sorge la Foiba cittadina. In origine la foiba di Basovizza era un profondo pozzo minerario, scavato all’inizio del XX secolo per l’estrazione del carbone e poi abbandonato per la sua improduttività; durante l’occupazione jugoslava di Trieste fu utilizzata dai partigiani jugoslavi per l’occultamento di un numero imprecisato di cadaveri di italiani e tedeschi nel maggio del 1945. Infatti alla fine della guerra, nel ’45 appunto, Trieste fu sottoposta per un breve periodo, al controllo da parte delle truppe titine. Durante questo periodo, furono trucidati migliaia di cittadini Italiani la cui colpa era quella di parlare Italiano. Come succede in ogni conflitto, i vincitori sfogano la propria rabbia sugli sconfitti, questa volta, però, tale rabbia non fu contro i nemici sconfitti – ovvero i fascisti – ma anche contro un’etnia intera gli italiani .I “colpevoli” prelevati dalle proprie abitazioni venivano portati sul carso triestino e sloveno, dove venivano legati ai polsi in coppia, posizionati sul ciglio della foiba, a questo punto le truppe sparavano un colpo alla testa ad uno dei due prigionieri, il quale cadendo nella foiba trascinava inesorabilmente con se lo sfortunato compagno in fondo alla foiba, dove moriva dopo atroce agonia. L’11 settembre 1992 la Foiba di Basovizza è stata dichiarata Monumento nazionale.

Queste sono i posti che abbiamo visitato nel poco tempo a nostra disposizione quindi non possiamo darvi consigli migliori, ma se voi ne avete siamo pronti ad ascoltarli per una nostra futura visita a Trieste, scriveteceli nei commenti. Continueremo a postare le tappe che abbiamo affrontato durante il nostro viaggio #roadtosarajevo voi continuate a seguirle.

Precedente Trippando ai MacchiaNera Italian Awards 2014 - VOTIAMOLO Successivo LO SPIRITO DEL PIANETA - Un viaggio nel mondo in un'unica città bergamasca